La valorizzazione della castanicoltura passa anche attraverso l’incontro tra territori diversi accomunati dalla stessa tradizione. È con questo spirito che alcuni rappresentanti dell’Accademia degli Infarinati hanno partecipato nei mesi scorsi al “Convivio degli Infarinati”, organizzato a Colle d’Orano, nel comune di Marciana, all’Isola d’Elba.
L’iniziativa è nata per promuovere la conoscenza della farina di castagne e favorire il confronto tra realtà che condividono un patrimonio culturale e produttivo profondamente legato al castagno.
L’Accademia degli Infarinati
L’Accademia degli Infarinati è un’associazione nata dalla collaborazione tra i Castanicoltori della Lucchesia, i Castanicoltori della Montagna Pistoiese e l’Istituto per la Documentazione sul Castagno e la Ricerca Forestale.
Tra i suoi obiettivi vi sono la diffusione della cultura della dolce farina di castagne, l’approfondimento delle tecniche di degustazione, la valorizzazione delle produzioni di qualità e la tutela delle tradizioni legate al castagno.
Durante l’incontro sono intervenuti Stefano Fazzi, presidente dei Castanicoltori della Lucchesia, Agostino Sichi del Molino di Vasco al Pian degli Ontani e Ugo Bugelli, referente della Rete Slow Food Castanicoltori Toscani e vicepresidente dell’Associazione Castanicoltori della Montagna Pistoiese.
Raccontare una tradizione
Nel corso dell’iniziativa il pubblico ha potuto approfondire la storia della farina di castagne, le tecniche tradizionali di essiccazione e macinazione e gli elementi che caratterizzano una produzione di qualità.
Particolare interesse ha suscitato il laboratorio di degustazione guidata delle farine e l’assaggio di prodotti tradizionali a base di farina dolce, strumenti preziosi per comprendere le differenze tra le produzioni e valorizzarne le caratteristiche organolettiche.
Fare rete tra territori
L’incontro ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto sul futuro della castanicoltura e sul ruolo che il castagno può continuare a svolgere nei territori montani.
Dalla Montagna Pistoiese all’Isola d’Elba emergono infatti esigenze comuni: la tutela dei castagneti, la conservazione delle varietà locali, la trasmissione delle conoscenze tradizionali e la valorizzazione economica delle produzioni legate alla castagna.
Esperienze come questa dimostrano quanto sia importante creare relazioni tra associazioni, produttori, enti e comunità locali per mantenere vivo un patrimonio che appartiene alla storia e all’identità di molti territori italiani.

Un patrimonio da condividere
La farina di castagne non è soltanto un prodotto agricolo, ma il risultato di saperi, paesaggi e tradizioni che continuano a unire comunità diverse. Attraverso iniziative di divulgazione e confronto come il Convivio degli Infarinati, la cultura del castagno continua a essere raccontata, tramandata e valorizzata, contribuendo a costruire nuove opportunità per il futuro delle aree montane.
